Case study

Ucraina: in rete se ne parla sempre meno, ma preoccupa il rischio di un conflitto nucleare

Ottobre 6, 2023

Cresce il sentiment negativo verso Zelensky: +8% da gennaio

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Le conversazioni in rete sulla guerra in Ucraina fanno segnare un minore coinvolgimento degli utenti, ma al tempo stesso aumenta il timore che la situazione evolva in un conflitto nucleare. È quanto emerge da una ricerca di SocialData che, in esclusiva per Adnkronos, ha analizzato le conversazioni in rete sulla guerra in Ucraina nel 2023.

Dal primo gennaio ad oggi sul tema si sono registrate 1,65 milioni di mentions, che hanno prodotto oltre 144 milioni di interazioni. Numeri importanti, che fanno però registrare un trend progressivamente in discesa nel corso dell’anno. Si è passati infatti dal picco di 252K mentions di febbraio, alle 144K di settembre. Stesso andamento anche per le interazioni: dopo le 24,6M di febbraio, a settembre se ne sono registrate appena 12,8M.

Il sentiment sulla guerra è fortemente negativo (68%). Le conversazioni sul tema sottolineano la preoccupazione con la quale gli utenti affrontano la questione. Il mood generale vede prevalere una sorta di stanchezza verso il conflitto, ma anche il timore che tutto possa evolvere in una guerra nucleare.

SocialData ha osservato anche l’andamento del sentiment nei confronti dei due principali protagonisti del conflitto: Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin. Nelle conversazioni che li citano prevale un utilizzo di termini negativi, ma emergono sostanziali differenze nel sentiment trend. Mentre quello relativo a Putin si mantiene stabile al 71%, quello riguardante Zelensky ha fatto registrato un incremento di otto punti da gennaio, passando dal 65% al 73% di oggi. Sul leader ucraino si concentrano un numero nettamente maggiore di interazioni (circa 39 milioni) rispetto al competitor russo. Lo stesso livello di sentiment negativo si registra anche per altre figure centrali nella gestione del conflitto, come Biden (71%) e Macron (70%), mentre Scholz (64%) e Sunak (62%) si fermano a distanza di qualche punto, beneficiando, con ogni probabilità, della minore notorietà che hanno nel nostro Paese.

È il pericolo di un conflitto nucleare (29,9%) il tema più dibattuto dagli utenti nei commenti alle pubblicazioni web e social. Altre conversazioni si concentrano sulla geopolitica (19,2%), i leader (11,2%), la fornitura di armi (7,1%), la posizione italiana (5,9%) e l’economia (3,7%). Relativamente a quest’ultimo tema, si ritrovano, tra i commenti degli utenti, riferimenti vari all’aumento del costo delle materie prime.

Tra i leader politici italiani più citati ci sono Giuseppe Conte (15,7%), seguito da Giorgia Meloni (15,2%) ed Elly Schlein (12,7%). La segretaria Dem conquista la terza piazza ex aqueo con Alessandro Di Battista, che funge da outsider. Ad ogni modo, sono le azioni e la linea di Giorgia Meloni quelle in grado di produrre il maggior numero di interazioni (4,2M).

Nel focus eseguito relativamente alle forniture di armi all’Ucraina, si registra infine una netta diminuzione dell’interesse, ma al contempo un aumento del sentiment negativo. Le menzioni e le interazioni sul tema, da gennaio ad oggi, hanno fatto registrare rispettivamente il -69% e il -66%, mentre il sentiment negativo nelle conversazioni è cresciuto dal 72% di gennaio al 77% odierno.

“I dati di questa ricerca mettono in evidenza un paradosso interessante: mentre il coinvolgimento degli utenti nelle conversazioni sulla guerra in Ucraina sembra essere diminuito nel corso dell’anno, il persistere del conflitto ha alimentato una crescente preoccupazione tra gli utenti”, spiega Luca Ferlaino, partner di SocialData. “Questo suggerisce che, nonostante la fatica e l’usura del conflitto, la consapevolezza del potenziale esplosivo della situazione rimane alta. Si può interpretare come una sorta di richiamo alla classe politica a non dimenticare le sfide geopolitiche in corso e a cercare soluzioni diplomatiche per evitare scenari catastrofici”.


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